(manifestazione e conversazione pubblica con i soci del Masci e dell’Upte: “L.Barnaba”)
Un caro saluto a tutti i convenuti, alle autorità, ai signori magister Maria Calia, Vito Cirrottola; Valenti educatori delle Comunità Altamurana del Masci; un saluto affettuoso alla mia cara Consuocera Laura Debernardis, sempre sensibile alle iniziative del Movimento “Scout” e un saluto alla Presidente Dott.ssa Marina Angelastro, al rettore Emanuele Lorè, ai docenti, ai corsisti dell’università popolare della 3° Età “L. Barnaba” di Altamura.
Un sincero grazie, per avermi chiamato a svolgere un intervento celebrativo sugli 80 anni della Repubblica dal 1946 al 2026, sulla Assemblea Costituente e sulla Carta Costituzionale; un Modello da rispettare che richiama l’impegno condiviso da tutti per la costruzione del Diritto e dello Stato al servizio del Bene Comune e della Politica Alta.
Sono lieto di fare questa Rievocazione storica, sulla nascita della Nostra Democrazia avvenuta il 2 Giugno 1946 “Festa della Repubblica Italiana”.

Mi piace, altresì, esprimere il mio apprezzamento per la Bella “Locandina”, molto significativa del Masci; “un viaggio sulla storia della Repubblica, della 1° scheda elettorale al simbolo di Democrazia e partecipazione”. Un sentito momento di Memoria Pubblica capace di intrecciare “la storia locale e quella Nazionale e la sua coscienza civile”.
Sottolineo che tra le finalità dello “scoutismo” ci sono l’interesse alla vita Democratica, lo spirito di avventura e di conoscenza e il diretto contatto con la natura, specie tra i giovani.
Per una pura coincidenza capita che queste lodevoli iniziative dell’UPTE ed in particolare del Masci, introdotte ed arricchite da una riuscita rappresentazione scenica in dialetto Altamurano, cadono a ridosso, del Referendum del 22-23 Marzo sulla Giustizia, nel rispetto dell’Art.138 della Costituzione, che ha fatto registrare una affluenza mai così elevata di giovani e di cittadini italiani, a dimostrazione che la Democrazia sa ancora generare Partecipazione e difendere la Carta Costituzionale, cioè il diritto sul Potere Politico.
Da Presidente del Consiglio Regionale della Puglia, uno dei primi atti adottati, fu quello di ristampare migliaia di copie della Costituzione, destinate alle scuole superiori con un messaggio che dice:
“La nostra Costituzione è la nostra identità, rappresenta la Nazione, i suoi ideali, i suoi scopi, i principi quali uguaglianza, libertà, giustizia, sono conservati tra le sue preziose pagine; è un invito ai Giovani a leggere, conservare e sostenere la nostra Storia”.
Entrando nel merito, sviluppo il mio ragionamento intorno a due pilastri fondamentali:
-la storia Politica dal “Dopoguerra ad Oggi”,
–Come è Nata “la Repubblica”.

Prima del “Referendum del 2 Giugno 1946” sulla Monarchia e sulla Repubblica è utile tener presente alcune date evocative.
- il 27 Gennaio 1945: “il Giorno della Memoria”.
80 anni fa venivano spalancati i cancelli dei Campi di Concentramento di Auschwitz ed iniziava per l’Europa “il sogno di Pace”, che, scusate, con i conflitti e il rigurgito di ideologie estremiste è tutt’altro che realizzato.
- Con la festa del 25° Aprile, grazie alla Resistenza Partigiana fatta da Cattolici e Laici, uomini e donne, l’Italia si liberò dal “Nazifascismo”.
Si impone perciò una breve sintesi storica delle tappe più importanti: parto da un avvenimento del 1914, con l’incendio della Casa del Popolo di Trieste, che detta il via al Fascismo con i suoi Nazionalismi e le sue leggi Razziali che è durato per ben 20 anni (1922 al 1942). Segue la fine della II Guerra Mondiale, con l’armistizio del 1943. Gli alleati (Americani e Russi) si divisero “l’Europa”, sottoscrivendo gli accordi di Jalta che durò dal 1953 al 1955, dopo si passò alla “Guerra Fredda” tra Occidente e Oriente sino al 1990.

Coincidenza storica vuole e si intreccia con altri due eventi importanti:
- le vie della rinascita economica,
- il manifesto del Codice di Camaldoli del 1943, ad Arezzo, relativo alla attuazione della “Dottrina Sociale della Chiesa” redatto da 30 giovani pensatori Cattolici (Dossetti, Lapira, De Gasperi, Moro) tutti esperti di scienze sociali. Dopo il fallito tentativo della “Repubblica sociale di Salò” che cessò di esistere il 25 Aprile 1945, il re Vittorio Emanuele II abdica in favore di Umberto, che firmò il decreto preparato dal Ministro socialista Romita (governo Parri) per portare, dopo vent’anni di dittatura, il paese al voto referendario del 2 giugno 1946, con la scelta della Repubblica o della Monarchia. Come è noto in Italia vinse la Repubblica. In Puglia e ad Altamura la Monarchia, a Gravina, invece, la Repubblica.
Il voto delle Donne fu decisivo e fu ripristinato sotto il Governo Bonomi, da una proposta unitaria di Degasperi e Togliatti, dopo che era stato nel ventennio sospeso.
Con la partenza del Re e del Governo Badoglio, i partigiani ed il “Comitato Nazionale di Liberazione” tennero al teatro Piccinni di Bari il primo Congresso. Fu eseguito “l’Inno della Libertà” con i versi di T. Fiore (1884–1973) e la musica dell’altamurano Carlo Vitale.

I politici di quella stagione, sono i due Commissari prefetti che presero il posto dei Podestà: il Sen. Giacinto Genco ed Ippolito Pinto. Con il 1946 vengono eletti i seguenti Sindaci, che vado a citare: Bolognese (1947, Castelli (1948), Colafelice (1952), Stacca (1953) Giorgio (1955), Lemma (1957). Inizia l’era Democristiana che durerà 50 anni sino al 1989, che si confronterà con i dirigenti del PCI locale: Pupillo–Clemente e Perinei, soprattutto sui temi di natura ideologica.
Nel Partito Socialista si affermò: Incampo e Delucia che successivamente dettero vita al PSDI: I protagonisti del PSI furono Bolognese e Mininni, Padrone e Disabato che diventarono sindaci. I monarchici di quel tempo e i liberali, i più noti sono stati il Dr. Domenico Chierico, l’ing. Denora e il Conte Sabini ed il Preside Difonzo. Il 4 novembre del 1948 veniva approvata con entusiasmo la proposta della “Fondazione in Altamura” di un “Archivio -biblioteca -Museo Civile – Ente culturale che ha avuto un Prospero sviluppo, con la Presidenza di Bianca Tragni e della dottoressa Elena Saponaro. Dell’attuale Presidente Giuseppe Pupillo e dei suoi preziosi collaboratori Geom.Michele Gramegna e il dr. Falcicchio”.
Il movimento Sociale italiano fu rappresentato dall’avv. Filippo Plotino e dal fratello Vito e dall’avv. Filippo Barone, che mi ha visto, per’altro suo praticante di studio legale per ben 2 anni. Rinnovo il mio grazie, al Masci e all’UPTE e spero di aver dato un contributo per ricordare gli “80 anni della Repubblica” che rimane comunque un invito a rileggere la nostra storia, che con il referendum del 1946 sancì la scelta e la nascita della Repubblica, dell’Assemblea costituente; composta da 75 componenti e dal varo della nostra Costituzione, invidiata in tutto il mondo per il metodo e la sostanza delle sue regole.

Il messaggio di fine anno 2025 del Capo dello Stato On.le Mattarella, si conclude con una frase che mi ha molto colpito e che dice: “Con la libertà si può dire di no a qualsiasi autorità” . Un chiaro ammonimento ad essere vigili e responsabili di fronte ai possibili pericoli che corrono “Le democrazie”, assediata da Guerre, da razzismi, da aggressioni e da disuguaglianze sociali. Mi piace chiudere evocando i tre simboli della nostra Unità nazionale a fondamento della Repubblica: “La Costituzione – l’Inno e la Bandiera Italiana” che sono “semi che si piantano in silenzio, anno dopo anno, diventano alberi”, simboli che abbiamo tutti il dovere di onorare.
Grazie
Cordialità
Vs Prof. Pietro Pepe
