Il dolore provato da un genitore, ed in particolare da una mamma, nel momento in cui perde il proprio figlio è incommensurabile. Domenico, questo è il nome del piccolo a cui si faceva riferimento, un calvario per così dire evitabile.Al di là della commozione, dei piagnistei, dei mea culpa tardivi, un innocente è stato condannato a non vivere per una speranza negata, naufragata tra scorrettezze professionali e indifferenza riguardo al gesto legato al dono che pure si doveva compiere nel tentativo di ridare vita alla vita! “Domenico”, pur nel suo breve viaggio terreno, consegna a noi tutti un gravoso compito, quello di scuotere il più possibile le coscienze, affinché siffatte vicende non abbiano a replicarsi in futuro.Indubbiamente l’istituzione di una Fondazione nata il 18 marzo in memoria del piccolo Caliendo è encomiabile e testimonia l’impegno civile cui dobbiamo sempre vigilare Mamma Patrizia ha mosso numerosissime comunità ad interrogarsi sulla cultura della prevenzione e mentre Il 21 febbraio moriva il piccolo Domenico per via della mala sanità presso l’ospedale Monaldi di Napoli per un trapianto di un cuore danneggiato. Questa tragedia non deve indurre a fare di tutta erba un fascio, sarebbe letale. Riprendere fiducia nelle istituzioni è fondamentale, così come fondamentale è la cultura della solidarietà. Cultura del dono e attenzione a chi soffre promuovere dal momento in cui spinge al raggiungimento di un Benessere collettivo. La perdita di Domenico non può fermare la speranza di altri pazienti che, come lui, attendono un riscatto una nuova opportunità. È stata raccolta in tempi da record la somma di 30moila euro per istituire la fondazione insieme al Notaio Roberto Dante Cogliando, oltre a varie iniziative di sensibilizzazione improntate alla Tutela giuridica – assistenza legale – Supporto psicologico. Ricordiamoci di non lasciare mai soli le vittime di mala sanità.
(Rosaria Avelluto)
