Nicola Strippoli architetto, artista e docente di origini pugliesi. L’appellativo Tarshito gli è stato assegnato dal suo maestro spirituale Osho e che, tradotto in sanscrito, vuol dire sete di Dio. Da oltre 40anni realizza progetti in condivisione con artigiani e varie comunità del mondo. L’artista adora l’incontro fra culture diverse che per lui diviene motore della sua arte e frutto di una sconfinata ricerca. Possiede la capacità di saper fondere in unità armonica un gran numero di stili e tecniche. Lavora prevalentemente tra India e Nepal. Sovente offre al pubblico opere d’arte in grado di coniugare aspetti antichi e contemporanei tra persone e culture, molte delle quali sono esposte in gallerie di numerosi musei di tutto il mondo, o presenti in collezioni private e pubbliche in India, Bangladesh, Belgio e Messico. Nel 2011 ha preso parte alla 54esima Esposizione Internazionale della Biennale di Venezia, Padiglione Italia nel Mondo esponendo il progetto The Circle of Making I, curato da Laila Tyabji incentrato sul dialogo tra cultura occidentale e tradizioni artigianali e indigene indiane. Condivide con entusiasmo la sua ricerca spirituale per poi esprimerla al meglio nei suoi lavori. Nei giorni che vanno dal 20/12/26 al 31/12/26 sarà possibile visitare una sua mostra dal suggestivo titolo: SOTTO I NOSTRI PIEDI IL CIELO – Archeologie della trasformazione presso la sede del Museo Civico Archeologico “Grazia e Pietro Didonna” di Rutigliano in un percorso che si sviluppa su tre piani in connessione con reperti antichi, arte contemporanea, pratiche partecipative e installazioni. Il progetto di tipo multidisciplinare è stato ideato da Tarshito, curato da Sandra Sivilli e Silvana Annicchiarico e promosso dal Comune di Rutigliano
Rosario Avelluto
