Ponte di Matite: un mondo di immagini, raccontato dagli alunni della IV E del II^Circolo “Garibaldi”, plesso” Aldo Moro”.
Tutto è partito dai disegni di Francesco.Ponte di matite è un libro fatto da ragazzi di IV elementare, che hanno dato voce ad un mondo fantastico e fantasmagorico venuto fuori dall’ estro creativo della matita di uno di loro. In questo mondo, il “loro”, quello dei bambini, si annullano le differenze, si eliminano i contrasti e si costruisce un” ponte” di relazioni umane e di affettività che vengono fuori in maniera spontanea. In questo libro, si intravede in maniera forte e potente anche il loro desiderio, non di “inclusione”, che oggi appare una parola abusata e facente parte del mondo “burocratico” degli adulti e della scuola, ma di vivere in maniera naturale le loro emozioni e i loro sentimenti. In queste microstorie- e come non potrebbe essere altrimenti-, vengono fuori ritratti fantasiosi, semplici, ma allo stesso tempo ricchi di insegnamenti. I messaggi che ci vengono trasmessi dai nostri piccoli autori, a noi adulti, contengono valori sani, senza le sovrastrutture del mondo complesso degli adulti. I temi trattati in questi piccoli racconti, meriterebbero ognuno un approfondimento. L’amicizia, l’amore per il gioco, per la natura, lo sport con i loro idoli, la fantasia, sono protagonisti indiscussi in questa piccola antologia curata da questi piccoli autori, guidati sapientemente dai loro insegnanti. Da queste “visioni” cromatiche e grafiche di Francesco, viene fuori una realtà a misura di bambino, con le loro domande, il loro modo di rappresentare le cose, i loro sogni e i loro desideri. Avere nuovi spazi dove poter giocare, una città pensata per loro e non solo per l’esigenza degli adulti. Leggendo questo libro, mi è venuto in mente un cartone che guardavo in tv durante la mia infanzia. Si chiamava Ten Ten. Il protagonista era un bambino che di giorno viveva la sua quotidianità, fatta di momenti ripetitivi, semplici, nella sua famiglia. Di notte, si alzava e aveva un’astronave che si gonfiava, nascosta nella custodia di un violino. In compagnia del suo cane, partiva per pianeti lontanissimi, abitati da fiori giganteschi, piante carnivore, creature fantasiose. In questo libro ho rivissuto quelle fantasie. Quel mondo fatto di sogni e di desiderio di avventura. In fondo, anche noi adulti, portiamo dentro la nostra infanzia, con la sua leggerezza e la sua spensieratezza. E soprattutto, gli stati d’animo. La pioggia che picchietta contro i vetri delle finestre della Scuola Elementare Roncalli, durante i pomeriggi d’inverno o le corse fatte all’uscita di scuola, al sabato, per vedere Furia al cavallo del West o Lassie o Rin Tin Tin. Il mondo cambia e si evolve, ma anche noi, dentro di noi, conserviamo un “Ponte di Matite”.
Filippo LEMMA
