LA “BOMBA” ad orologeria della Crisi industriale ed occupazionale della “Natuzzi” è arrivata con la sua esplosione più cupa tra le comunità murgiane. Nonostante 20 Anni di continui ricatti occupazionali placati da sostegni milionari di interventi pubblici non hanno trovato nella azienda leader del settore mobile imbottito italiano e internazionale, una chiara risposta tesa al proprio rilancio che liberasse migliaia di lavoratori dalla miseria e la umiliazione della cassa integrazione . Vi è stata La chiara sottovalutazione del “vuoto” di base del proprio sviluppo che la Natuzzi non mai attuato e che ha sempre mascherato con politiche di sola patinata immagine aziendale e pubblicitarie e comunque ben lontane da raccontare che la “fiaba” del salotto nel nostro territorio tutta rosa e fiori non era più attuale e che era necessario iniziare a guardare “oltre” . Oggi sono i dipendenti dell’azienda con una età media che ha superato i 50 anni a farne le spese ancora una volta gli operai con le loro famiglie che avrebbero difficoltà straordinarie a rimettersi in gioco ove dovessero perdere il posto di Lavoro che deve ritornare invece ad essere una certezza fuori dalla precarietà. Ci avviciniamo al 1° Maggio festa del Lavoro e la voglio ricordare da ex sindacalista della CGIL di Altamura ,con la grande soddisfazione di aver raccolto personalmente alla fine degli anni “80 le prime deleghe sindacali alla Natuzzi…..ricordo come ora la sfida aperta da quelle 6 ragazze cucitrici che ebbero il “coraggio” di sfidare il “re” del Salotto . Un “coraggio” che oggi dopo 40 anni di lotte sindacali spesso deluse e neutralizzate da ipocriti accordi ha bisogno di una spinta in più , quella seria e decisa delle istituzioni e la solidarietà di un intero territorio. Ogni posto di lavoro merita rispetto dignità e difesa.
Michele Micunco
