La radioattività sovente provoca in noi un certo disagio, talvolta senza neppure conoscerne la ragione? Ebbene sì, sappiamo che percorrendo una strada, passeggiando in campagna, o lungo le rive di un bacino idrografico potremmo incontrare una presenza radioattiva e che, seppur impercettibile, esiste, non solo. Essa esiste anche lì dove non riusciamo ad immaginarla: in cucina, fra i materiali di uso molto comune quali possono essere le mattonelle in ceramica, le banane; lo stesso nostro corpo umano la contiene. Viene adoperata in medicina nucleare diagnostica, o terapeutica per curare particolari patologie, per il controllo della qualità, per la ricerca scientifica e come fonte di energia, o come rilevatori di fumo. Anche i raggi cosmici ci restituiscono radiazioni, quello che ammala sono le quantità incontrollate dei raggi alfa. La radiazione emessa da una fonte radioattività e invisibile e per vederla occorre un particolare strumento come il Geiger che risulta anche essere di agevole impiego. Ebbene, pur risultando un tema di grande interesse collettivo, sovente le informazioni che lo investono sono assopite, se non del tutto ignorate dalla gente comune. Per questa ragione riteniamo che l’idea di proporre a studenti un focus intorno a tale questione sia da considerarsi alquanto originale e incoraggiante. Motivo per cui siamo qui a riferire di ciò che è avvenuto nella mattinata di giovedì 16/04/2026, presso la sede della Scuola PADRE PIO, in cui sono state dischiuse le porte dell’Aula Magna F.Perinei per accogliere un ospite d’eccezione: il dott. Franco CIOCE. L’iniziativa promossa dalla prof.ssa Marianna DEPASCALE è stata pensata come un’occasione di approfondimento in ambito scientifico e tecnologico, per concedere agli alunni delle classi terze dell’istituto condizioni di apprendimento facilitato sulla tematica del nucleare e della radioattività, in coerenza con la programmazione didattica ricevendo l’approvazione della Dirigente Scolastica Prof.ssa Angela MARVULLI. Ricordiamo ai nostri lettori che il dott. Cioce è un grande Esperto di Radioprotezione e Consulente ADR dal 2002 per i trasporti di merci pericolose, nonché ideatore e curatore del Museo della Radioattività (nato durante il periodo Covid), figura di riferimento a livello nazionale e internazionale nel campo della divulgazione scientifica (https://www.museodellaradioattivita.it). Il Dottore/Professore, durante l’incontro, è stato affiancato, in qualità di supporto scientifico, dalla dott.ssa Angela INCAMPO (Fisico), legata da profonda stima ed amicizia, lavora per un’azienda che da tempo si dedica a questo specifico settore. Per l’occasione il dott. Cioce ha potuto dimostrare agli studenti convenuti che la radioattività circonda ognuno di noi da quando esiste l’Universo, ed è presente in moltissimi oggetti e contesti talvolta del tutto insospettabili. Ha ricordato che la radioattività è stata scoperta sul finire dell’800 da H.Becquerel il quale, accidentalmente scoprì che la radiazione invisibile di una roccia impressionava una lastra fotografica (radioattività naturale dell’uranio, da cui l’unità di misura Bq) e dai coniugi Pierre e Marie Curie (elementi radioattività di radio e polonio, in onore della Polonia paese natale di M. Curie). Ha reso noto inoltre il fatto che, negli anni ’20 alla radioattività vennero attribuite potenzialità taumaturgiche tanto da divenire prodotto alla moda persino nella cosmesi e nel vestiario (e che, se ancora tali oggetti fossero da taluni posseduti, chiunque li possieda risulterebbe a rischio per i pericoli che successivamente furono scoperti). Furono usate anche vernici luminescenti per illuminare i quadranti e le lancette degli orologi, e gli addetti a fare la punta con le labbra morirono per le radiazioni, fra cui molto famose furono le ragazze del radio che perirono di anemia e cancro osseo. Fu introdotto anche il dentifricio al radio per lo sbiancamento dentale. Allo scopo di diffonderne l’utilizzo, un ruolo fondamentale fu giocato dalla propaganda che, a stretto giro, li decretò prediletti dall’alta società al punto tale che, alcune aziende, spacciavano per radioattivi anche quelle merci che in realtà ne erano prive.. a presentato una notevole quantità di prodotti sui quali si è soffermato per consentire agli studenti di poter riflettere. Ci ha riferito che per raccogliere tutto il materiale incluso all’interno del suo Museo Virtuale ha investito ben 40 anni della sua vita. Prima che si decretasse la conclusione dell’attività gli alunni che lo desideravano hanno potuto rivolgergli delle domande a cui ha prontamente risposto. Il gran numero dei presenti è rimasto entusiasta ed incuriosito sia dalla sua chiara esposizione, ben mediata da un linguaggio comprensibile, che ha reso indubbiamente più accessibili contenuti concernenti tematiche tanto impegnative, sia per la sua pacatezza che appassionandoli ha evitando situazioni di irrequietezze dovute alla fisiologica stanchezza. La scuola ha saputo brillantemente recepire, e coniugare opportunamente quella necessaria sinergia tra scuola – famiglia – studenti valevole per il raggiungimento di traguardi talvolta insperati in orientamento, educazione e formazione.

Breve biografia Franco CIOCE esercita la sua libera professione in tutta Italia con incarichi anche europei. E’ qualificato come European Commission Expert per il trasporto di materiale radioattivo. Oltre ad aver scritto, come co-autore oltre 30 pubblicazioni in merito all’argomento, ha ricoperto ruoli di docenza in materia di Radioprotezione presso diversi Istituti, e come Professore a contratto presso l’Università di Viterbo. A lui si deve la nascita del Museo della Radioattività, di cui è curatore e Presidente, all’interno del quale sono state raccolti oggetti, informazioni e curiosità che ruotano attorno a questa particolare materia. Si tratta di un luogo virtuale e gratuito che funge da ponte a favore della cultura competente che consente di effettuare un viaggio nella conoscenza della radioattività attraverso una collezione digitale permettendo così di scongiurare i tanti pregiudizi che nulla hanno a che vedere con la scienza e la tecnica. Il luogo spazia da oggetti d’epoca fino ad arrivare a quelli contemporanei. Recentemente è stato altresì istituito anche un Museo fisico a Lecce. Rosaria Avelluto
