Il 27 Maggio 2026 la Santa Sede ha pubblicato la lettera Enciclica “Magnifica Humanitas” del Santo Padre Leone XIV “sulla custodia della Persona Umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”.
Assecondando alcune gradite sollecitazioni dei Movimenti Giovanili e culturali Puglia, a partire da quelli di Altamura – Gravina e Bari. Ho accettato di buon grado di scrivere una riflessione sul prezioso documento religioso. Stessa richiesta mi è arrivata, anche, dalle Università della Terza Età, che continuano ad invitarmi a svolgere le mie “conversazioni” di educazione della cultura Politica.
In premessa, mi permetto, di suggerire al mondo politico distratto da polemiche e questioni futili, di leggere, di studiare e di divulgare la Enciclica del Papa, perché è stato il primo Pontefice a muoversi e a considerare “l’intelligenza artificiale tema culturale del suo Magistero”.
A detta di molti esperti è stata definita come la nuova edizione dell’Enciclica del 1891 dal titolo “RERUM NOVARUM”.
La struttura della lettera di ben 47 pagine, è composta da una illuminante introduzione sulla: “RES NOVAE” del nostro tempo, da 5 capitoli con i relativi argomenti che possono aiutare gli interessati a capire la definizione di questo secolo per le sue preoccupanti contraddizioni.
Per non essere vago, entro nel merito per illustrare i corposi contenuti di ogni capitolo:
-Nel primo c’è la illustrazione del pensiero dinamico fedele al Vangelo; e fa riferimento ai primi passi della Dottrina sociale della Chiesa e agli anni del Concilio Vaticano II e al magistero recente.
-Nel secondo, il Papa, indica i fondamenti e i principi della Sussidiarietà, della Solidarietà, della Giustizia sociale e dello Sviluppo umano integrale, della Dottrina sociale della Chiesa.
-Nel terzo, l’argomento è la tecnica e il dominio di chi la esercita. Viene esaltata legittimamente la grandezza della Persona Umana davanti alle promesse della I.A..
Si passa ad una narrazione alla base del Transumanesimo e del Postumanesimo.
-Nel quarto viene trattata e motivata la via per custodire l’Umano nelle trasformazioni, grazie all’Umanesimo Cristiano, basato sulla “verità”, sul lavoro e sulla libertà e nel rispetto della dignità umana.
-Nel quinto la riflessione riguarda la cultura della potenza e la Civiltà dell’Amore. Un titolo specifico è dedicato alla crisi del Multilateralismo e a come disarmare le parole con il rilancio del Dialogo e della Diplomazia.
La lettera Enciclica si conclude con il Cantiere del nostro tempo e con il canto della speranza “Il Magnificat”. A quanti mi onoreranno, con la loro attenzione, desidero offrire la mia voce che si aggiunge ai tanti, che spero continuano ad invocare l’aiuto dello spirito della speranza, e la divulgano in ogni luogo.
Parto dal primo interrogativo che riguarda l’intera umanità creata da Dio che oggi è chiamata a fare una scelta decisiva “innalzare una nuova Torre di Babele o edificare la Città dove abitano insieme Dio e la Comunità Umana”.
Nel proprio tempo “le generazioni” hanno ricevuto in eredità il compito di dare forma all’epoca che stanno vivendo: cioè far maturare la storia come luogo in cui la dignità di ogni persona sia custodita, la giustizia sia sempre promossa, la fraternità resa possibile con un’onestà sincera.
Il desiderio di Papa Leone XIV è far entrare in dialogo tutti gli uomini e le donne del nostro tempo, insieme ai quali si prende parte agli avvenimenti, alle domande e alle aspirazioni della nostra umanità per individuare la via, la verità, la vita, che rimane la strada obbligata, a prescindere dalle proprie credenze, e per crescere verso la pienezza dell’esistenza.
Il Santo Padre nella sua attuale lettera non dimentica l’importanza dell’Enciclica del 1891 dal titolo “Rerum Novarum” del suo predecessore Papa Leone XIII di cui quest’anno si celebra il 135° anniversario e con lo stesso conferma che le “Cose Nuove” vanno valutate e gestite con responsabilità.
Purtroppo nella storia quasi sempre non è avvenuto da parte dei responsabili, basta rievocare gli avvenimenti politici, sociali ed economici del 900 secolo, che per cambiare hanno prodotto due guerre Mondiali, nuove Povertà e tanta disuguaglianze sociali, il delitto del socialista Giacomo Matteotti e l’affermazione del Nazifascismo di stampo Hitleriano e Mussoliniano, che fino al 1944 ha devastato l’Europa Occidentale.
Il conflitto sociale contemporaneamente si è propagato nell’Europa Orientale che si è consegnato a partire dal 1917 al sistema politico “Comunista” con una nomenclatura Eternamente Presente sia in Russia che in Cina.
Fa bene il Santo Padre attraverso la sua Enciclica a condannare senza esitazione la cultura della forza espressa dai Nazionalisti e Sovranisti che con forme e modi diversi si ripropongono nella realtà Nazionale ed Internazionale.
Gli uomini di buona fede specie quelli dotati di scienza di cultura, devono proporre un discernimento responsabile e ben ispirato: la Chiesa mette a disposizione il patrimonio della sua Dottrina Sociale per evitare che la tecnica, la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale e la robotica non diventino forze antagoniste all’umanità. Si impone perciò l’urgente adozione di strumenti normativi adeguati. Iniziando a domandarci chi oggi detiene questo potere e a quali fini viene orientato.
Già Papa Francesco evidenziava che l’Energia Nucleare, la biotecnologia, l’informatica, danno a chi possiede queste conoscenze un dominio impressionante sul genere umano.
Un tempo erano gli Stati a guidare l’innovazione, oggi il motore dello sviluppo è nelle mani di attori privati, spesso transnazionali. Avviamo tutti insieme un condiviso discernimento sull’attuale cambiamento d’epoca per scegliere dove andare come Comunità Umana.
Un esempio ci arriva dalla Sacra Bibbia che ci ricorda le testimonianze dell’Ebreo Neemia, che dopo l’esilio Babilonese riceve la notizia dello stato disastroso della città dei padri, “Gerusalemme” e chiede al Re Persiano Artaserse il permesso di tornare per avviare la ricostruzione; convoca le famiglie e sollecita un impegno di tutti per realizzare un Tratto di Muro. È un’opera che ha Dio al centro per far ritrovare al popolo di Gerusalemme la lingua comune e lo spirito di Comunione. La logica della solidarietà e della sussidiarietà, cardini della Dottrina Sociale, diventa la strada maestra per vivere in prosperità e in pace che valorizza la cooperazione tra Generazioni, tra popoli e discipline: “dallo scienziato al ricercatore, dall’imprenditore al lavoratore, dall’educatore al legislatore, dai movimenti politici alle comunità di Fede”.
Papa Leone XIV attraverso la sua lettera rivolge un accorato Appello a non trascurare i dati preziosi del Giubileo del 2025, che ci invitano a camminare insieme come pellegrini di speranze rimettendo Dio all’orizzonte del nostro agire e l’essere umano al centro delle nostre scelte. Il lavoro che ci attende è far si che le “pietre scartate”, i poveri, i malati, i migranti, i piccoli diventino testate d’angolo.
L’Enciclica merita, dunque, attenzione e va letta e studiata ed è l’unica ed umana risposta per il suo alto contenuto morale, sociale e politico all’incontenibile delirio dei Signori della Guerra, che per i loro sporchi interessi, da mafiosi in mala fede, sono pronti a scatenare la Terza Guerra Mondiale.
In conclusione siamo in presenza di una Enciclica necessaria per comprendere il nostro tempo senza paura e senza ingenuità e per rimettere la persona e il Bene Comune al centro di ogni progresso. Il mio auspicio è che la Repubblica Italiana che ha appena compiuto 80 anni, grazie alla sua Costituzione, voluta dai nostri Padri, rispettosi sia della sua Laicità che della libertà religiosa continui a riconoscere e a tutelare la dignità umana, anche dell’era dell’intelligenza artificiale in continua trasformazione.
Pietro Pepe
