40 ANNI INSIEME I SEI PAESI UNITI PER LA CHIESA DELL’ ALTA MURGIA. 1986-2026
Primo vescovo titolare di Altamura fu nominato mons. Tarcisio Pisani (1986-1994). Terminava così la storia della Prelatura con l’istituzione della sede episcopale residenziale nella Cattedrale altamurana e nella Curia centrale. Concattedrali furono dichiarate quelle delle due altre Chiese principali di Gravina e di Acquaviva delle Fonti. Nel 1986 il Papa San Giovanni Paolo II apponeva la sua firma al Decreto di Istituzione della nuova Diocesi. (Cfr. Basile Vincenzo, La Prelatura “Nullius”, pag. 130-131, pubblicata in giugno 2021). Le tre Cattedrali sono il centro dell’ Unità voluta dalla Santa Sede per coordinare la missione apostolica della popolazione dell’Alta Murgia allargata a Santeramo, Spinazzola, Poggiorsini. I Vescovi e i Presbiteri hanno contribuito all’unità del lungo territorio con la pastorale liturgica e sacramentale, con l’0rganizzazione dei laici impegnati nelle parrocchie e associazioni cattoliche. In questo anniversario del 30 settembre 2026 si racconta il lavoro pastorale più faticoso all’inizio e poi gradualmente più lineare e proficuo per creare l’unità. I cinque Vescovi che si sono avvicendati, illuminati dallo Spirito Santo, hanno costruito una fraternità della Chiesa locale. La comunità diocesana cresce con la sinodalità in unione con le diocesi della Regione Ecclesiastica Pugliese e delle Assemblee della CEI a livello nazionale. Mons. Pisani ha iniziato il nuovo cammino, ha dovuto lavorare per otto anni alla costruzione del nuovo “Palazzo ecclesiastico”, come in un condominio, i cui abitanti devono conoscersi e abituarsi a convivere e collaborare per la casa comune. Era necessario creare mentalità e spiritualità di essere un unico popolo di Dio.

Nei primi anni mons. Pisani e mons. Agostino Superbo hanno lavorato per fornire i fondamenti giuridici oltre a quelli pastorali, ma non ebbero il tempo per una piena formazione spirituale unitaria: il primo per una morte prematura, il secondo, dopo due anni, fu nominato Assistente nazionale dell’ACI, lasciando il pastorale a mons. Mario Paciello, che ha traghettato la barca ecclesiale dal 1997. Mons. Agostino, dal 14 marzo 1994 fu trasferito dalla diocesi di Sessa Aurunca ad Altamura. Con una esperienza culturale di laurea in Teologia Dommatica e in Filosofia, fu eletto vicepresidente della CEI per l’Italia Meridionale. Nella nuova diocesi fu ben accolto perché già conosciuto fin dal seminario di Molfetta come studente e poi Rettore. Come Vescovo ad Altamura sistemò alcuni organismi ecclesiastici, ma lasciò tutto il fabbisogno al suo successore.
IL PROOLUNGATO EPISCOPATO DI MONS. MARIO PACIELLO

Il Vescovo mons. Paciello ha operato più in profondità per 16 anni con il termine del suo mandato per motivi di età nel 2013. Egli si adoperò con sagacia, pazienza e amore per la Chiesa e per tutto il popolo dei sei paesi che costituiscono il lungo territorio da Acquaviva delle Fonti a Spinazzola. La politica dello scambio dei sacerdoti da un paese all’altro era necessario per coprire sedi parrocchiali vuote, ma anche per creare la mentalità e la convinzione che la comunità ecclesiale è una. La disponibilità a servizio di tutta la diocesi fa crescere la fraternità sacerdotale e la cultura del popolo di sentire tutti i preti, non stranieri, ma i loro parroci e collaboratori. I Piani pastorali annuali, proclamati nelle assemblee di tutta la Chiesa diocesana al Santuario della Madonna dell’Incoronata, così lontano, costringeva a sentirsi uniti per una missione al disopra delle proprie famiglie di origine. L’iniziativa della catechesi biblica con il “Pozzo di Giacobbe” era uno strumento ecclesiale di formazione dottrinale e di preghiera per la comunione voluta da Gesù con il suo comando: “Ut Unum Sint”. Per diffondere la Parola di Dio mons. Paciello pubblicava opuscoli facilmente leggibili, oltre alle lettere pastorali. Istituiva ad Altamura un centro Eucaristico di adorazione quotidiana nella chiesa di san Michele al Corso aperta tutto il giorno. Nell’Anno Santo del 2000 fu costituita la missione diocesana condotta da laici ben preparati che riunivano gruppi di famiglie nelle loro case. Essi furono inviati con un Mandato ufficiale per annunciare la Parola di Dio nei Centri di ascolto. Infine la visita pastorale da parte del Vescovo nelle parrocchie per la comunità intera e in privato nei giorni stabiliti. Anche il pellegrinaggio in Terra Santa fu per i partecipanti la conoscenza del “Quinto Vangelo” visivo dei luoghi attraversato da Gesù e dagli Apostoli. Concludeva la sua missione pastorale con un anno sinodale, sul modello suggerito da San Paolo VI. Numerose sono le nuove parrocchie istituite nella periferie che si erano allargate per l’aumento della popolazione. La parrocchia diventava il centro propulsore della comunità sociale, oltre che religioso. Segno grandioso che supera i confini della diocesi, è l’istituzione del nuovo ospedale “F. Miulli” di Acquaviva a 4 km. dal paese in un vasto spazio che raccoglie il Policlinico ecclesiastico con tutte le sue strutture. Oggi è riconosciuto a livello regionale, il cui presidente è il vescovo della diocesi, approvato dalla Santa Sede.
LA PASTORALE DI MONS. GIOVANNI RICHIUTI

Mons. Paciello per limite di età secondo le norme canoniche si ritirò nella parrocchia del SS. Redentore, da lui fatta costruire. Lasciò la sede episcopale a mons. Ricchiuti, proveniva dall’Archidiocesi di Acerenza. L’Arcivescovo possedeva esperienza dottrinale e pastorale per continuare l’opera del predecessore dal 4 gennaio 2014, giorno del suo ingresso ad Altamura. La sua pastorale ripercorre le linee del Concilio Vaticano II secondo i Decreti attuativi. Gli incontri diocesani annuali e straordinari si svolgono al Santuario della Madonna del Buoncammino di Altamura.Prepara l’Anno Santo straordinario, Giubileo della Misericordia, indetto da Papa Francesco, con le aperture delle Porte Sante in tutte le Cattedrali per l’intero anno. Così è avvenuto per la nostra Cattedrale la cui porta è stata incorniciata da corone di fiori. I contatti con il popolo erano frequenti nelle occasioni delle festività parrocchiali dei Santi Patroni, dell’amministrazioni del Sacramento della Cresima. Incontri culturali e spirituali avvenivano anche al Centro “Benedetto XIV” all’ ingresso di Gravina, circa 12 km. da Altamura. Come è sopra accennato, Mons. Paciello aveva costruito il nuovo ospedale di Acquaviva intitolato a” F. Miulli” a 4 km. dal paese. Ora è riconosciuto come un Policlinico Regionale ecclesiastico, regolato secondo le norme del Vaticano. Presidente è riconosciuto il vescovo diocesano. Tale è mons. Ricchiuti per sistemare gli ordinamenti ancora incompleti. Ulteriore impegno è la nomina di Presidente nazionale del Movimento “Pax Christi “, fondato dal vescovo di Molfetta “Don Tonino Bello”. Ora sulle orme del venerabile del predecessore, egli opera per costruire la pace mondiale con attività e interventi dovunque vi è guerra e violenza con la Parola del Vangelo di Gesù Cristo. Più volte ha istituito marce di pace in Italia e quella più famosa in Ucraina. Sebbene in “pensione” dalla normale attività diocesana, continua ad organizzare quella per la pace in varie località italiane, compresa la marcia tra Gravina e Altamura. Tra le molte pubblicazioni riporto alcuni scritti locali che riportano anche gli incontri con Papa Francesco. Durante l’epidemia del Covid 19 scrive “I colori della Speranza” per incoraggiare il popolo cristiano che non può unirsi in assemblea liturgica, ma esorta a non allontanarsi dalla preghiera privata; “Messaggio della Quaresima e Verso Gerusalemme”. Commenta l’enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti”- Infine per infondere la pace: “Tacciano le armi”. L’articolo di Gennaro Clemente: “50 anni di Grazia” è un inno di lode al Signore per l’opera missionaria svolta nel tempo del suo sacerdozio. Nella nuova diocesi il suo apostolato è durato dieci anni e tre mesi per limiti di età episcopale, ma continua la sua missione per il movimento di “Pax Christi”.
LA LETTERA PASTORALE DI MONS. GIUSEPPE RUSSO

Il Sogno di una Chiesa viva inizia il 10 febbraio 2024 con il Mandato della Santa Sede “ Pasce Agnos meos” e con la Consacrazione a vescovo dopo l’esperienza parrocchiale a Martina Franca. La preparazione culturale di diverse dottrine teologiche e scienze umane che lo riconoscono ingegnere e architetto influiscono sull’attesa del nuovo Presule da parte del popolo dell’Alta Murgia. I 40 anni della diocesi invitano ad una sintesi di maturità del percorso iniziato nel 1986. Oggi si può dire: “la Chiesa è viva alla luce di Papa Leone XIV”. Essa è segnata da mons. Russo da due modelli evangelici dalla scena dei discepoli di Emmaus, che hanno bisogno della Parola di Gesù e dell’Eucaristia sacramentale. Alle fonti della fede è necessario aggiungere i mezzi per lo sviluppo. La Lettera descrive il cammino con l’ apologo dei due falchi. Il primo falco prende subito il volo, il secondo è attaccato al ramo dell’albero e ha paura di spiccare il volo. Così fa il cristiano che resta fermo legato alla tradizione popolare. Ma i tempi cambiano per una società nuova che ha bisogno di aggiornare gli strumenti operativi della propria fede, pur restando radicato al Vangelo. Cosa fare per salvare il falco? Un giovane contadino taglia il ramo e quello è costretto ad allargare le ali e impara a volare e a vivere nel cielo con una visione spaziosa in comunità con gli altri esseri viventi. Così il cambiamento necessario modellato con la speranza e la carità rafforza la fede, che opera nell’amore del Signore. La Chiesa diventa viva secondo un progetto pastorale di tre anni per realizzare i tempi proposti: la Relazione, la Parola, la Chiesa. Il programma deve essere svolto alla luce della sinodalità e delle novità della vita cristiana e della sana società, che esigono giusti cambiamenti per una santità nei segni dei tempi. Il sogno continua per una Chiesa missionaria. Nel primo periodo della Relazione l’esperienza del Sinodo non chiede uniformità come sudditanza, ma un dialogo che esprime capacità e talenti di ciascuno nel rispetto della dignità delle persone. La verità scaturisce dalla fiducia nella presenza dello “Spirito di Gesù che cambia il mondo come cambia i cuori”. Così Papa Francesco aveva indicato le linee guida della sinodalità: ascolto reciproco nella carità per affermare la Parola e raggiungere la via certa per sviluppare la Chiesa famiglia di Dio. La fede viva e forte regge l’accettazione di tutta la riflessione espressa per ricordare l’anniversario del 40° anno della Istituzione della diocesi dal 1986 al 2026. Quale cammino ha ispirato lo Spirito Santo nei protagonisti che hanno guidato il popolo di Dio nella crescita di tutti i settori della vita ecclesiale religiosa, culturale, strutturale, civile e politica. La speranza cristiana è annuncio di un futuro vissuto alla luca di Cristo Gesù e della SS. Vergine Maria che alimentano il lavoro apostolico. La benedizione del Signore sia sempre in tutti i servitori della sua vigna!
Vincenzo Basile
