Il progetto culturale “LUN-ARIA 3.0” dell’Accademia “ Obiettivo Successo” e curato magistralmente dalla bravissima Cinzia Clemente, ha regalato presso il Teatro Sacro Cuore non solo una magnifica serata di teatro impegnato ma “Oblìo” è stata soprattutto una intensa riflessione sul vero dramma dell’Alzheimer giunto in età giovanile. Un bravissimo e coinvolgente Tiziano Casole interprete e autore del delicatissimo monologo, ha portato sulla scena la vera storia di Paolo Piccoli ammalatosi a soli 42 anni.
Non c’è niente di più incisivo del teatro quando si vogliono trasmettere messaggi forti, i monologhi, i dialoghi oltrepassano facilmente lo spazio scenico e giungono direttamente allo spettatore desideroso di recepire. Una serata domenicale all’insegna del teatro impegnato, la serietà dell’argomento ha creato un alone di sentito e condiviso silenzio con la consapevolezza che l’inguaribile malattia dell’Alzheimer può visitare ciascuno di noi senza più difese anagrafiche.

La presentazione di Cinzia Clemente è una sensibile immersione nel fragile universo di una devastante malattia, è un atto di stima e di gratitudine nei confronti di Tiziano Casole,unico e bravissimo interprete nonché autore di un testo intenso, coinvolgente , straziante riguardante il dramma di Paolo Piccoli il più giovane malato di Alzheimer d’Italia, scoprì la malattia a soli 42 anni, a 46 andò ospite in una RSA e oggi ha 52 anni e la sua fragilità è cronica. A supporto dell’introduzione di Cinzia Clemente l’intervento della vicesindaco Angela Miglionico carico di conoscenza e sensibilità all’argomento. Tiziano Casole nella sua empatica interpretazione, con la sua mimica , la sua gestualità ha riempito la scena facendoci compiere un viaggio nella fragilità, quella lenta perdita della memoria che ruba l’identità insieme alla dignità.

Ci è stato chiesto di fermarci, di ascoltare, riflettere ma è stato tutto immediato immersi silenziosamente in un racconto di dolore, di smarrimento, resistenza e come dice lo stesso autore un racconto che parla di amore , di forti legami con la moglie Michela e i suoi due figli, la paura di non riconoscerli più lo scoglio più duro da superare. Il giovane attore di Merate(Lecco) ha una notevole esperienza teatrale nonché ottima formazione e gira l’Italia intera nelle più grosse manifestazioni medievali con la figura del Giullare fondendo la formazione teatrale classica con l’arte di strada, circo e il mondo del fachirismo. Unisce al tutto la carriera di scrittore, con all’attivo tre romanzi. Nel 2025 torna al teatro classico debuttando a Venezia con il monologo “Oblìo” ispirato alla triste storia di Paolo Piccoli. Con autenticità, coinvolgimento, delicatezza porta in giro questo spettacolo facendone un viaggio emotivo nella storia intima di un giovane uomo che pian piano affronterà la desertificazione delle relazioni, delle passioni, dei legami affettivi.

Emozionante la testimonianza reale, la registrazione del racconto di vita di Michela,mogliedi Paolo, una voce flebile intrisa di una intima solitudine , del dolore di un’assenza percepita già in presenza. Un racconto fatto di ricordi, di amore, complicità, di consapevolezza di una missione da compiere in nome di quei sentimenti e dei figli che li terranno uniti per sempre . Insomma un dramma nel dramma , il buio ,l’incubo non infieriscono solo sul malato ma ne soffre tutto un nucleo familiare inerme dinanzi a questo mostro .Le sue parole, i suoi ricordi mi hanno ricordato i versi di un autore anonimo “Non chiedermi di ricordare,fammi capire che sei con me, baciami sulla guancia e tienimi la mano.

Non perdere la pazienza con me, non riesco a dirti perché mi comporto così. Ricorda solo che ho bisogno di te, che la parte migliore di me se n’è andata. Non evitare di starmi vicino,amami finchè la mia vita se ne va”. Purtroppo l’ Alzheimer non è più una patologia associata ad una età avanzata, colpisce anche persone al di sotto dei 50 anni, è caratterizzata da un processo degenerativo progressivo che distrugge le cellule del cervello, causando un deterioramento irreversibile delle funzioni cognitive fino a compromettere l’autonomia e la capacità di compiere le normali attività giornaliere. Non nascondo l’emozione e i brividi provocati da questa rappresentazione, vivere la storia di Paolo Piccoli inevitabilmente ha alimentato il timore di uno spettro inquietante che ci può cogliere all’improvviso e in questo contesto deprecabile l’ancora di salvezza resta pur sempre la famiglia.

Ringrazio di cuore Cinzia Clemente per aver voluto qui ad Altamura questo monologo di puro dolore, di vita che precocemente e lentamente sfiorisce bruciando il passato, annebbiando il presente e annullando completamente il futuro. Stima e compiacimento nei confronti del bravissimo Tiziano Casole a cui auguro un gratificante percorso teatrale e una brillante attività letteraria.
Grazia Lorusso
