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Ci sono scelte che non cambiano soltanto la nostra storia, ma possono cambiare anche quella di qualcun altro. Scelte silenziose, spesso lontane dai riflettori, che nascono dalla consapevolezza di poter fare la differenza. La speranza, dopotutto, prende forma proprio così, attraverso persone comuni che decidono di compiere un gesto straordinario. Potresti essere tu la speranza che qualcuno sta aspettando. Da qualche parte, in questo momento, c’è una persona che aspetta.
Aspetta una telefonata, una notizia, una possibilità. Potrebbe essere un ragazzo che sogna di tornare a scuola, un genitore che desidera vedere crescere i propri figli, un giovane che non vuole smettere di progettare il suo futuro. Per molti pazienti affetti da leucemie e altre gravi malattie del sangue, quella possibilità ha un nome preciso: un donatore compatibile. Ed è proprio qui che entra in gioco ADMO, l’Associazione Donatori Midollo Osseo.Ogni giorno, attraverso attività di informazione e sensibilizzazione, ci impegniamo affinché sempre più persone conoscano l’importanza della tipizzazione e della donazione. Perché dietro ogni nuovo iscritto al registro non c’è soltanto un nome, c’è una speranza in più per chi sta combattendo la battaglia più difficile della propria vita. Anche io, come tanti altri volontari, ho scelto di intraprendere questo percorso. Ho deciso di tipizzarmi e diventare donatrice perché credo che la solidarietà non debba fermarsi alle parole. Nel tempo ho capito che donare non significa soltanto offrire una parte di sé, ma scegliere di esserci per qualcuno che forse non incontreremo mai, eppure sarà legato a noi dal filo invisibile della speranza. Durante quest’anno abbiamo portato il messaggio di ADMO nelle scuole superiori del nostro territorio. Abbiamo incontrato centinaia di ragazzi, raccontato storie, risposto a domande e cercato di abbattere paure e pregiudizi che ancora oggi circondano la donazione del midollo osseo. Ciò che abbiamo ricevuto in cambio è stato straordinario. Circa 200 studenti hanno deciso di tipizzarsi. Duecento giovani che hanno scelto di dedicare pochi minuti del proprio tempo a un gesto che potrebbe un giorno salvare una vita. Duecento ragazzi che hanno dimostrato come la generosità sia ancora un valore vivo e forte. Spesso pensiamo che per cambiare il mondo servano gesti eroici. In realtà, a volte basta molto meno. Basta informarsi. Basta decidere di mettersi a disposizione. Basta un semplice campione di saliva per entrare nel registro dei potenziali donatori e diventare, un giorno, la risposta che qualcuno sta aspettando.Per questo il nostro invito è rivolto a tutti: ai giovani che stanno costruendo il proprio futuro, agli adulti che desiderano fare la differenza, alle famiglie che vogliono trasmettere ai propri figli il valore della solidarietà. Fermatevi un momento a riflettere. Con un piccolo gesto si può donare a qualcuno non solo una nuova possibilità di vivere, ma anche l’opportunità di continuare a condividere amore, ricordi e sogni con la propria famiglia. Perché la speranza non nasce per caso. Nasce dalle scelte di chi decide di tendere una mano a qualcuno che non conosce. E a volte, quella mano può davvero salvare una vita
( Mariapia Denora)
