Aristofane, commediografo della Grecia classica, nel 411 a.C, durante la guerra del Peloponneso tra Sparta e Atene, scrive la Lisistrata una commedia che ha come protagonista Lisistrata, una donna ateniese il cui nome significa “Colei che scioglie gli eserciti” e altre donne greche che fanno tra loro un’alleanza, consistente nello sciopero dell’amore e nell’amministrare il tesoro dell’Acropoli di Atene in cui è custodito il denaro pubblico, per convincere i loro mariti a firmare la pace.

L’attività è stata promossa dal Club Federiciano dalla preside Bianca Tragni, giunta alla sua seconda esperienza di teatro classico con un laboratorio teatrale composto da cittadine e cittadini di Altamura finalizzato ad una messinscena curata dal regista Francesco Martinelli di Corato, sulle musiche del maestro Alfredo Cornacchia e l’accurata traduzione dal greco, della professoressa Anna Cornacchia, per la coreografia Amalia Tucci e i costumi Berenice Pappalepore.

L’opera è stata rappresentata presso il Teatro Mercadante di Altamura, sabato 30 maggio, dopo un lungo e poderoso percorso di formazione. La proposta del teatro antico (V sec. a.C.) ha permesso agli spettatori presenti in teatro di ascoltare testi che parlano di, e ad un’umanità senza tempo. Ieri, come oggi, si soffriva per la guerra e si cercava di trovare un espediente per porre fine a questa immane tragedia.

In tale contesto è bene ricordare che la prima forma scenica fu il Coro che rappresenta un personaggio dialogante con gli altri attori. Aristofane quindi nella sua opera attraverso l’utopia (non luogo), tenterà di promuovere la pace servendosi delle donne. La proposta si è rivelata di grande efficacia per intraprendere una riflessione collettiva su questo argomento di estrema attualità, su cui ciascuno deve sentirsi costantemente impegnato.

Siamo certi che il pubblico, convenuto numeroso allo spettacolo, abbia manifestato un buon gradimento su quanto presentato. Vi ricordiamo che l’opera è stata più volte presentata in diversi teatri italiani. Resta celebre la lettura teatrale ad opera di Franca Rame, nonché l’interpretazione scenica di Lella Costa presentata al Teatro Piccinni di Bari lo scorso 27 marzo c.a.
(Rosaria Avelluto)
