Tra storia, fotografia e archeologia
Altamura ospita due mostre che raccontano un secolo di accoglienza e luoghi della memoria:
“Radici in movimento” e “Archeologia a Campo 65”, al via rispettivamente dal 19 e 20 febbraio 2026 all’Ex Conservatorio Santa Croce e a Palazzo Baldassarre.
Un filo rosso lega le due mostre che si aprono quasi in contemporanea, il 19 e il 20 febbraio ad Altamura (BA): il dramma dell’emigrazione dei popoli a causa di guerre e miseria.
Indagini e testimonianze che mostrano come le guerre, le privazioni e gli spostamenti forzati stiano alla base di una umanità dispersa, sradicata e in cerca di pace.

RADICI IN MOVIMENTO
Il 19 febbraio all’Ex Conservatorio Santa Croce si inaugura la mostra “Radici in movimento: Profughi, rifugiati e migranti nel loro incontro con Altamura”, storica e fotografica, a cura di Campo 65 APS e della fotografa Francesca Zaccaria.
Un racconto che ripercorre un secolo di accoglienza e di incontri tra popoli, culture e destini diversi, intrecciati con la storia della città.
Organizza Campo 65 APS in collaborazione con il Centro Interculturale Caravan, con il patrocinio di Regione Puglia, Città Metropolitana di Bari, Parco Nazionale dell’Alta Murgia e Comune di Altamura.
La mostra, visitabile tutti i giorni dalle ore 18:00 alle 21:00, verrà inaugurata giovedì 19 febbraio alle ore 19:00 e resterà aperta fino al 15 marzo 2026.
Ingresso libero.
Su richiesta, la mostra sarà aperta la mattina per visite guidate riservate alle scuole di ogni ordine e grado, previo contatto con l’Associazione Campo 65 APS.
SCHEDA
“Radici in movimento” intreccia memoria e presente, proponendo un percorso che unisce ricerca storica e narrazione fotografica.
La sezione storica
Curata da Campo 65 APS, la sezione storica ricostruisce, attraverso testi, documenti e immagini d’archivio, le vicende che hanno reso Altamura un punto di riferimento nei percorsi di spostamento e accoglienza del Novecento.
Dagli sfollati della Grande Guerra, ospitati presso l’Istituto Santa Croce, ai profughi del secondo dopoguerra accolti nel Centro Raccolta Profughi dell’ex Campo 65, fino alle prime migrazioni moderne degli anni ’90, provenienti dall’Albania e dall’Europa orientale: esperienze che raccontano una città divenuta crocevia di storie e incontri umani.
I 14 pannelli della sezione storica, oltre a presentare informazioni, dati, documenti e fotografie d’epoca, includono una serie di ritratti realizzati, tra il 2023 e il 2024, dalla fotografa altamurana Laura Squicciarini, che restituiscono un ponte visivo tra memoria e presente.

La sezione fotografica
La seconda parte della mostra, intitolata “Sguardi”, è a cura della fotografa Francesca Zaccaria (1978).
Attraverso una serie di ritratti intensi, la fotografa ci mette di fronte ai nuovi volti della città: persone venute da luoghi lontani, che oggi condividono con noi le stesse strade e la stessa quotidianità.
Il testo introduttivo invita alla riflessione e all’incontro:
“Vengono da mondi lontani, ma abitano il nostro.
I loro sguardi ci sfiorano ogni giorno.
Li vediamo davvero?
Conoscerli è il primo gesto di una comunità che accoglie.”
Con sensibilità e profondità, questi ritratti restituiscono dignità e presenza a chi, spesso invisibile, rappresenta oggi il volto contemporaneo della migrazione.
Migrazione e contemporaneità
Nel mondo globale la migrazione non è più un evento eccezionale, ma una condizione costante e universale. Guerre, disuguaglianze, crisi ambientali e ricerca di nuove opportunità spingono milioni di persone a muoversi, modificando paesaggi sociali e culturali.
Comprendere queste dinamiche significa guardare al futuro con consapevolezza: la migrazione è parte integrante della storia umana e può diventare, se accolta con empatia, conoscenza e da regole capaci di garantire equilibrio e convivenza, una ricchezza condivisa.
“Radici in movimento” invita ad andare oltre preconcetti e luoghi comuni, riconoscendo che ogni incontro, anche il più breve, lascia qualcosa che arricchisce il territorio e le persone.
Contatti:
campopg65@gmail.com
+39 340 7547946
+39 389 1164420
https://www.instagram.com/campopg65/
https://www.facebook.com/campo65prigionieridiguerra
ARCHEOLOGIA A CAMPO 65
La seconda mostra, di archeologia del contemporaneo, verrà inaugurata venerdì 20 febbraio 2026 alle ore 18:00 a Palazzo Baldassarre (Altamura) e si intitola
“Archeologia a Campo 65 – Tracce di guerra, resistenza, accoglienza, pace.”
Ideata e curata dal prof. Giuliano De Felice, archeologo dell’Università di Bari “Aldo Moro”, la mostra giunge ad Altamura dopo un primo allestimento al Museo Civico di Bari nell’autunno 2025.
È promossa dall’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” – Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica, in collaborazione con l’Università di Foggia e Campo 65 APS, con il patrocinio del Comune di Altamura e della Città Metropolitana di Bari.
La mostra sarà visitabile dal 20 febbraio al 29 marzo 2026, dal martedì alla domenica (10:00–13:00 / 15:00–18:00). Lunedì chiuso.

SCHEDA
Un campo nella storia del Novecento
La mostra nasce all’interno di un progetto di archeologia del contemporaneo avviato nel 2021 e tuttora in corso nel sito dell’ex campo di prigionia PG 65, il più grande campo per prigionieri di guerra costruito in Italia durante la Seconda guerra mondiale.
Tra le masserie e gli altipiani dell’Alta Murgia, dove il paesaggio sembra immobile e senza tempo, riaffiorano i resti di una storia recente: quella di Campo 65, che nei suoi 31 ettari arrivò a ospitare quasi 9.000 prigionieri, in gran parte britannici, sudafricani e neozelandesi catturati in Africa a partire dal 1942.
Il sito, divenuto nel dopoguerra base logistica, campo alleato e poi Centro Raccolta Profughi, è oggi riconosciuto come bene di interesse storico (vincolo ministeriale 2017).
Oggi, grazie alle indagini e agli scavi condotti dalle Università di Bari e Foggia, Campo 65 è un luogo di memoria condivisa, dove rovine e reperti raccontano guerre, resistenze, accoglienze e nuovi inizi.
La mostra conduce il visitatore in questo viaggio attraverso pannelli didattici, reperti archeologici, plastici ricostruttivi e materiali audiovisivi, offrendo una prospettiva inedita sulla memoria materiale della guerra e sulle riconversioni di un luogo simbolico della Murgia.
Info & Credits
La mostra è stata realizzata con il contributo dei progetti:
- On the Edge. Archaeology and History of Marginal Landscapes of Contemporary Apulia (PRIN Bando 2022)
Finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU – Principal Investigator: Giuliano De Felice - Changes – Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society – Spoke 1. Historical Landscapes, Traditions and Cultural Identities
Coordinatore scientifico: Giuliano Volpe
Contatti:
giuliano.defelice@uniba.it
campopg65@gmail.com
Museo dell’Uomo di Altamura 340 2645147
PER INFORMAZIONI E RICHIESTA ULTERIORI MATERIALI CONTATTARE:
DOMENICO BOLOGNESE 389 116 4420
GENNARO ZUBBO 340 7547946
