Piacevolmente stimolato da alcuni corsisti dell’Università della 3° Età e da alcuni amici che mi onorano della loro attenzione, leggendo le mie riflessioni, mi hanno fatto notare che il mio ultimo articolo scritto a fine Novembre dal titolo “La Politica del Lavoro e dello sviluppo in Italia con riferimenti alla Costituzione” conteneva e anticipava alcuni temi presenti poi nel messaggio di fine anno 2025 del nostro Capo dello Stato. Per questa ragione reputo opportuno ed utile riprendere e rilanciare l’autorevole pensiero dell’amico Presidente della Repubblica On.le Sergio Mattarella, provando a valorizzare la pregevole “Rievocazione storica sulla nascita della nostra Democrazia” avvenuta il 2 giugno 1946.

Sono orgoglioso di continuare a godere dell’antica stima e amicizia del Presidente Mattarella, nata già ai tempi della nostra lunga militanza nella Democrazia Cristiana e consolidata dall’impegno comune profuso negli anni 90 nella costituzione del Partito Popolare Italiano, guidato dall’On.le Castagnetti e dall’On.le Marino.
Desidero soprattutto evidenziare in particolare una frase che mi ha molto colpito e che merita di essere citata integralmente: “con la libertà si può dire di NO a qualsiasi autorità, nessun ostacolo è più forte della Democrazia” ed è un invito ad essere vigile e responsabile di fronte ai possibili pericoli che corrono le democrazie, e che stanno riemergendo. Il quadro che si sta profilando è, a mio avviso, inquietante per il ritorno delle guerre, per la messa in discussione della Convenzione europea dei diritti umani, per l’affermazione dei movimenti anti-diritti, ben presenti e sostenuti. Senza dimenticare il ritorno del razzismo, delle aggressioni e delle disuguaglianze sociali. Ricordare gli 80 anni della Repubblica significa rileggere la nostra storia: dal Referendum che sancì la scelta repubblicana, alle Assemblee Costituenti, al varo della Carta Costituzionale attraverso una dialettica politica che si sviluppava tra convergenze e contrasti anche molto forti.
Lo Stato Repubblicano è uno spartiacque nella nostra storia che ha ispirato e ha guidato il Paese per tutti questi decenni senza sovrastare i cittadini:
“Riconosce i diritti inviolabili, la libertà delle persone, le autonomie delle Comunità”.
La Democrazia Italiana muove i primi passi nel dopoguerra a partire dai Trattati di Roma del 1957, alla Costituzione della Nuova Europa, alle relazioni transatlantiche, al Piano Marshall, all’Alleanza Atlantica.
Si avvia una grande stagione di Riforme: da quella Agraria, al piano CASA, alle grandi Infrastrutture (ferrovie, strade, ponti, fabbriche) e al rispetto del lavoro, quale leva fondamentale dello sviluppo; al varo dello Statuto dei Lavoratori, al riconoscimento dei diritti, delle dignità e delle libertà sindacali, un vero miracolo morale ed economico dell’Italia.
Va sottolineato che tale crescita dell’identità Nazionale è legata al fondamentale contributo della Cultura, dell’Arte, della Letteratura, della Musica, del Cinema, dello Sport, della Formazione e dell’Informazione del Servizio Pubblico, della Stampa e del Pluralismo democratico.
Certo non mancano i momenti drammatici causati dalle stragi, dal terrorismo e dall’odio contro le istituzioni, contro i giornali, dalla magistratura, dalle forze dell’ordine e dalle forze politiche.
Ma l’Italia democratica prevale e vince sul terrore e sulla criminalità organizzata, grazie alla sua Unità, alla difesa dei principi Fondativi della Repubblica e alla sua legalità.

Dopo circa 90 anni dalla Seconda Guerra Mondiale, guerra di forza e di potere, voluta da esseri indemoniati oggi, grazie a Trump– Putin– Netanyahu–Xi Jinping e ai tanti autocrati dittatori presenti nel mondo, ci ritroviamo più o meno nelle stesse condizioni di ieri con il rischio di una Terza Guerra Mondiale; “Violano in modo spregiudicato le sovranità Nazionali e non hanno rispetto del Diritto Internazionale”.
L’unica possibilità è che il senno prevalga sulla stupidità e sulla sopraffazione, consapevoli che il genere umano è contrario a queste brutture e sperare che all’odio, al potere, alle guerre, al Dio denaro, prevalga la pace, il dialogo, l’amore e la fraternità.
È opportuno riflettere su ciò che insieme, dichiara Mattarella, abbiamo conquistato ed è la Premessa essenziale per poter guardare al Futuro con Fiducia. L’appello è continuare ad essere cittadini di una Nazione ove l’affermazione della libertà, il rispetto della Costituzione, la costruzione della Pace, l’unità del Popolo Italiano restano principi irrinunciabili.
Come non esaltare ricordando la straordinaria scelta del 1946, quando per la prima volta le Donne Italiane andarono al voto dando inizio ad una Nuova stagione di Libertà e di Partecipazione o la ricorrenza Annuale del 7 Gennaio della Festa del Tricolore, che ha antiche origini, fu istituita nel 1850 dal torinese Uomo Politico “Massimo d’Azeglio” (1798-1866) Presidente del Consiglio, che in epoca monarchica conservò la Bandiera Italiana e conservò il sistema Parlamentare.

Rivolgendosi agli Italiani scrisse:
“La Bandiera Italiana sia opera di tutti, Giovani e Vecchi, Grandi e Piccoli, di spargerne, di fondarne il culto, sia sentimento di tutti” che la Bandiera rappresentò l’Italia, la Patria, la Libertà, l’Indipendenza, la Giustizia, la Dignità, l’Onore di milioni di concittadini che per questo non si abbassa, non si macchia, non si abbandona mai e che piuttosto si muore”.
Avere, perciò, la consapevolezza di questa straordinaria storia, può conferire la forza per affrontare le sfide future, le insidie del nostro tempo: vecchie e nuove povertà che vanno contrastate ed in particolare i comportamenti contro il Bene Comune: come corruzione, infedeltà fiscale, reati ambientali che sono una potente miscela per mettere in discussione la Coesione Sociale.
Ora, pur in presenza di problemi vecchi e nuovi, accresciuti dall’incertezza del contesto mondiale, dalla globalità del tempo in cui tutto diventa interdipendente, dall’Economia alla Rivoluzione tecnologica, dal clima all’ambiente, il nostro stimato Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ci ricorda che “Nessun ostacolo è più forte della Democrazia”.
Auguri di tanta serenità e pace a tutta l’Italia.
Pietro Pepe
